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Intervista al dott. Fernando Moreno.

a cura di Orazio Monaco.    


1) La selezione in Italia negli ultimi anni: come è evoluto il dogo da un punto di vista morfologico?      
 
- Ho ritenuto sempre che  l'Italia è il paese dove meglio si è compresa l'essenza tipica del Dogo Argentino. 
Questo mio concetto nasce da quando questa bella razza è arrivata  in Italia e grazie a coloro che importarono il dogo in quei periodi che ebbero la gran fortuna di poter vedere con i propri occhi come erano i dogo di quegli anni e quale era il lavoro che realizzavano. Essi importarono i dogo potremmo dire quasi primitivi che erano quelli che ci dimostrarono le sue virtù e di essi si innamorarono gran parte del mondo cinofilo. Se oggi dovessimo  iniziare una selezione, la situazione sarebbe molto differente, poiché in Argentina non si vedono praticamente quei vecchi cani che gli antichi allevatori come me, ricordiamo con gran amore e nostalgia.
Paragoniamo questo ragionamento con un albero. 
L'Italia ha un fattore fondamentale che è stato la base del suo successo nella selezione del dogo e che ogni tanto appare in alcuni esemplari. Questo fattore è rappresentato dal sangue dei primi Dogo che vi  importarono e coi quali si cominciò la selezione, quindi la radice di questo albero; di lì sorge un forte e potente tronco, perché quel sangue che si incrociò in Italia in quel periodo, secondo il mio pensiero era il miglior sangue esistente della razza appartenuto a quei grandissimi dogos che tutti ricordiamo come esempio di tipicità e bellezza.Se da quest'albero sono germogliati dei rami e si è presi cura di loro ,il risultato non può essere che soddisfacente nell'opera di selezione perdurando nel tempo e saranno quelli che daranno i frutti migliori per continuare la selezione.Al contrario se questo tipo di lavoro è stato fatto senza serietà non badando alla selezione ,i rami si perderanno, mettendo a rischio l'integrità dell'albero.  L'Alano non accetta innesti, nonostante ciò, molti hanno cercato di farli e tristemente stiamo pagando oggi le conseguenze di ciò.
Con la genetica non si gioca, è un arma imponderabile che riscuote sempre i suoi tributi.

In questo mi sto riferendo a tutti i meticciati che la razza ha dovuto soffrire negli ultimi 15 anni e delle quali nessun paese può scappare. 
Vedo molto bene che giovani allevatori tentino di incorporare nuovi sangue, riconosco il gran sacrificio che questo significa, ma considero che mescolandola alla meravigliosa eredità che esisteva nei cani dell'Italia, avrebbe dovuto avere una certa cautela, verificando previamente come erano gli antenati di questi nuove selezioni ed i rischi potenziali che potessero succedere. 
È da molto tempo che non giudico in Italia e nel mio ultimo viaggio come manifestai all'epoca vidi molti buoni esemplari, con le sue tipiche caratteristiche  e coi suoi tipici difetti e non cani bianchi che piacciano ad un giudice o un altro che forse possano mostrare certe virtù ma ci mostrano anche difetti che non si devono mai vedere  nella razza.  
Pochi giorni fa' ho visto un video di varie esposizioni recenti in Italia e sebbene apprezzai molto buoni esemplari, vidi altri che differivano totalmente da quello che deve essere un Dogo, ma questo non deve prendersi con la totale serietà che merita, perché è un film e per vedere un Dogo non solo bisogna guardarlo, ma anche toccarlo  fino a sentire la sua respirazione. 
Di tutte le nazioni considero l'Italia una vera potenza nella selezione di questa razza e credo continua a stare dietro l'Argentina in ciò. 
Certe deviazioni morfologiche, sono con sicurezza causate per brutti intendimenti di quello che dice il suo standard o frutti dell'evoluzione logica di ogni specie e razza. 
 
2)Come si è sviluppato a livello internazionale il Dogo sotto  il profilo morfologico?  
  
È molto difficile potere rispondere a questa domanda. Nel mio criterio, ho visto alcuni esemplari molto buoni, veri Dogo rustici in altri paesi, a parte l'Italia. Ricordo specialmente uno che premiai in un'esposizione in Polonia e che veramente mi sorprese per la sua gran tipicità, tanto è vero che che giuduicando la razza, lo collocai 3º nel gruppo II che è molto dire per la quantità di magnifiche razze che l'integrano. Investigando la sua origine, vidi che era uno dei primi nati in quello paese ed il suo sangue proveniva quasi nella sua totalità dall'Italia ed Argentina. 
Ho visto alcuni magnifici esemplari in Spagna e forse alcuni francesi che furono di mio gusto e che farebbero molto buon figura in Argentina. 
In America, negli Stati Uniti specialmente, la selezione è molto grande, ma i risultati non sono omogenei, in generale sono animali di taglie eccessive e sproporzionati. 
Ci sono molti paesi che hanno messo norme di selezione. Io sono stato sempre contro questi veri "spropositi". Come dico nel mio libro, "Allevare è Creare e Creare è una Arte, nessun artista accetterebbe che gli dicessero, né come deve essere la sua opera, né con che realizzarla."  
In generale, vedo che a poco a poco si avanza positivamente nella selezione mondiale, il gran problema è che stiamo davanti ad una razza molto difficile da allevare, dove le cucciolate (cucciolatas), non hanno l'omogeneità che si vede in altre razze e dove sono molti i fattori a tenere in conto al momento di scegliere, alcuni di essi molto difficili da riuscire. 
 
 3) Sono stati commessi  degli errori secondo lei?   
  
Non comprendo bene questa domanda, credo di  capire " se i rivenditori di cani sono la causa di errori per la selezione". 
Se è questo quello che mi domanda, credo che ad un rivenditore  gli interessi solo il lucro, cioè guadagnare $$$$, senza interessargli quello che succeda dopo.

Li chiamai molti anni fa "The Money Makers" o artefici di denaro. 
Ma questo non solo oggi succede coi rivenditori, sono quelli che si chiamano allevatori senza dare niente alla selezione e che stanno utilizzando un nome che non meritano.

Considero un tema molto complicato da esaudire in poche righe.
  

 
4) La salute delDogo Argentino:quali sono oggi le più frequenti patologie e quali,secondo il suo pensiero possono essere determinanti di una non attenta selezione?     
 
Sebbene il Dogo Argentino sia un cane rustico e poco incline alle malattie, non smette di essere un cane e le sue malattie sono le comuni ad altri.Esistono alcune malattie  che sono di massima incidenza nella razza. È un tema molto esteso per potere chiarirlo in questa intervista e lo chiarirò con grande scrupolo in un capitolo speciale del libro che uscirà tra pochissimo.Mi rimetterò a nominare quelle che comunemente possono colpirlo. 
Quando cominciai con i dogo, molto tempo fà, sembrava che questi animali fossero invulnerabili, non si ammalavano mai, per lo meno dalle affezioni a cui tutti i cuccioli erano esposti.Oggi questo è cambiato, non è come era allora. 
I cuccioli, sono molto propensi alle affezioni gastrointestinali, specialmente alle infettive, questo si può dire che è comune a quasi tutti i molossi. Oggi con adeguati metodi alimentari ed un'immunizzazione azzeccata, l'incidenza di queste infezioni può premunirsi con successo. 
Le malattie di pelle credo che possono considerarsi i più comuni rinvenimenti, ma devono distinguersi molto bene le sue origini, poiché non tutte sono uguali. 
Per esempio alcuni patologie metaboliche od ormonali alle quali la razza è molto propensa, come l'ipotiroidismo o i desbalances ovarici, producono lesioni nella pelle che arrivano a complicarsi potendo essere molto severe. 
Nelle affezioni di pelle è anche comune vedere quelle prodotte per radiazione solare, comuni in animali bianchi con poca o nulla pigmentazione cutanea, soprattutto nel viso.  
Anche le allergie ai materiali plastici con le quali stanno costruiti abbeveratorio e mangiatoie. 
Ultimamente si stanno vedendo molti casi di Scabbia Demodéctica (Demodex Zingaro), più di quello che potevano vedersi comunemente, poiché è comune trovarla in una determinata percentuale in varie razze, ma questa percentuale è andata in aumento negli ultimi anni ed è preoccupante, poiché è di ordine genetico e sta mostrandoci una debolezza. 
Secondo le mie osservazioni ed investigazioni, un'alta percentuale dei cuccioli di dogo, nascono con quello che chiamiamo immonosoppressori transitori, quella che si normalizza approssimativamente ai 4 o 5 mesi, per questo motivo certi cuccioli di Dogo possono essere fragili di piccoli, ma passato questo periodo cominciano a svilupparsi normalmente ed a fortificarsi in maniera sorprendente..  
Un altro tema è la displasia coxo femorale, patologia che il Dogo non possedeva o era di molto rara apparizione. È coincidente l'apparizione di molti casi di questa patologia col momento che si cominciano a vedere animali di taglie molto elevate. È più ancora qualcosa di vistoso che induce a pensare all'introduzione di certe razze, se contemporaneamente si cominciano a vedere molti casi di entrópion ed ectropión, patologia delle palpebre che non esisteva nel Dogo e che è abbastanza comune vederla nell'Alano Tedesco. 
Questo mi porta a continuare a ragionare e notare che nello stesso momento si cominciano anche a vedere animali con labbra molto lunghe, caratteristica tipica di questa razza ed alterazioni nel profilo della testa. 
Come dissi anteriormente, questo tema è molto complicato da parlare in una semplice intervista e considero che merita a parte un trattamento per la cosa delicata ed esteso.  
  
 5) Maschio e femmina. Quali le differenze e le attitudini di ambedue?   
   
Le differenze sono ovvie e le attitudini devono essere le stesse salvando i sessi. 
Per su tutte le cose un maschio, a prima vista, deve mostrarsi come maschio ed una femmina deve essere femminile, senza che sia necessario guardare la parte posteriore alla ricerca dei suoi organi genitali per verificarlo. 
Questa è la base fondamentale della selezione e che dobbiamo prefissarci al momento di scegliere i riproduttori. 
È come negli umani, le donne barbute o con baffo nessuno le guarda...  
  
 6) Si parla sempre di nuovo e vecchio standard. Quale è la sua opinione?  
    
Considero che lo standard è sempre lo stesso, nessuno, benché volesse, può cambiare il senso e  le cose e il Dogo è cosa consolidata affinché possa cambiarsi di punto in bianco. 
Io sono uno dei massimi responsabili di questo che si chiamò "Nuovo Modello di Standard", poiché si realizzò a partire da un esteso lavoro che realizzai per molti anni e che lo spiegherò in ogni sua parte nel mio nuovo libro, che varia da quello approvato dalla FCI nella sua totalità,  da quello che il Club del Dogo Argentino consegnò in quel momento alla FCA, nelle  mani del Sig.. Miguel Ángel Martínez. Chiarisco che nonostante avere uguale cognome, niente ha a che vedere con la famiglia dei creatori della razza.  
Nel testo promosso, si sono aggiunti certi concetti, alcuni veri spropositi, e ritirato altri che facevano l'essenza di quello che deve essere un Dogo  
Questa è in primo luogo una discussione che si è trasformato già in cosa spiacevole, perché è stato utilizzata con motivi nettamente politici ed in secondo termine, perché ha riguardato una parte di persone che ignorano totalmente la zootecnia canina e parlano senza avere idea di quello che dicono.  
Sfortunatamente, per potere interpretare un standard e discutere su esso, bisogna conoscere molte cose che riguardano l'argomento.Il neofita vede in generale il suo cane e comprende lo standard in base a quello che vede in lui. 
Nell'ultimo Foro Int. del Dogo che si realizzò a Cordoba, in dicembre dell'anno scorso, si sono letti molto bene tutti questi punti leggendo entrambi i testi e si è giunti  alla conclusione che, lasciando da parte certi chiarimenti compresi per mani anonime, l'unico senso di questo nuovo modello, era dare una terminologia scientifica, comprensibile e facile da tradurre ad altre lingue a quello che Toño aveva espresso, aggregando inoltre certe descrizioni che non erano stati mai prese in conto. 
Nessuno ha  mai avuto la pretesa di discutere quello che Toño ha espresso, tentare di farlo sarebbe senza dubbi sarebbe un oltraggio ed una mancanza di rispetto. Molte razze, normalmente si ristrutturano e si attualizzano gli standard per cui si è tentato di rispondere ai molti dubbi che esponeva la FCI e che non erano espresse nello standard prima approvato.  
 
7) II DACI sta organizzando formazioni caratteriali,corsi di obbedienza,test per attitudini venatorie per il Dogo Argentino. Come vede lei la varietà di impieghi a cui è sempre di più chiamato a rispondere il dogo argentino?   
    
Il Dogo è un cane e come tale le sue funzioni possono essere molto varie. 
Come base, è un animale di preda, se alteriamo quella funzione senza dubbi altereremo col tempo il tipo morfologico degli animali.    
Che servirà avere mandibole poderose se non li utilizza e che senso  ha avere un eccellente olfatto, se non dovesse servirgli? Non utilizzandoli, per logica ragione si andranno atrofizzando,quello che chiamiamo in patologia "Atrofizza per disuso."  
Quello è il senso del perché ci sono differenti razze di cani ed ognuna ha una funzione specifica per la quale fu creata. 
Se desiderano fare di un Dogo un cane di circo, non ho dubbi che si avrà successo, ma mi domando: A cosa è servita la selezione? 
Ho conosciuto Dogo che hanno realizzato delle mansioni inutili per la loro funzione e il progetto per cui sono stati creati. Può attribuirsi a questo uno dei tanti passi della selezione o dell'umanizzazione che è riuscito a compiere l'uomo coi suoi fedeli amici, ma non potremo mai chiamare questo:"Fare Razza." 
È anche certo che risulta complicato e alle volte impossibile aspirare a che ogni Dogo cacci cinghiali, ma ci sono forme di lavoro affinché realizzino la ginnastica necessaria per la preda, senza che caccino. 
Le mie esperienze mi fanno stare totalmente contro gli addestramenti per attacco e difesa, sebbene Toño include e parla nella presentazione della razza di questa funzione.Il dogo deve essere autosufficiente ed imporsi per la sua semplice presenza, deve essere amato e curato.  
Sfortunatamente, nei casi di eutanasia che ho dovuto effettuare per alterazioni psichiche, tutti furono  dogo addestrati per questo fine. Non posso dire se furono bene o male addestrati, ma  posso assicurare che risultavano pericolosi per il nucleo familiare.  
  
8)Durante il suo lavoro di giudice per la razza dogo argentino,quali sono i difetti che lei ha trovato principalmente e quale per lei sono assolutamente motivo di squalifica?  
 
Non mi piace mai squalificare un cane, perché ricordo che all' inizio del mio mestiere di allevatore, dovevamo usare quello che avevamo e non quello che dovevamo. Per quelle epoche nella Città di Buenos Aires, si aveva solo 3 o 4 maschi ed uno di essi era sterile. 
Oggi la situazione è differente, ma nonostante ciò mi costa tirare fuori un dogo dalla pista. 
Distraggo il tempo con un vecchio aneddoto che mi succedè molti anni fa. 
"In un'esposizione specializzata molto numerosa che giudicai, con più di 200 dogo, anno 1973 o 74, era presente il Dr. Agustín Nores Martínez. In una categoria di femmine adulte mi presentano una di costruzione molto carina corpo ed eccellente morfologia, ma coi suoi 2 occhi celesti come il cielo.Per logica dovetti squalificarla, ricevendo da parte della sua proprietaria non solo insulti ed offese ma anche qualche colpo col suo ombrello , dicendomi che Don Agustín che l'aveva allevata, gli appena aveva detto che era bella.. 
Terminando la dimostrazione, parlai con Agustín e mi rispose: "Moreno, come vuole che gli dica che non è ammissibile, se io l'ho creata ed è come una figlia." 
I difetti di squalifica devoni limitarsi a quelli che recita lo standard e vedo che pochi li rispettano. 
Se c'è qualcosa che secondo il mio criterio, è completamente indesiderabile,  su tutti gli altri difetti, sono le alterazioni del temperamento, considero che la permissività di questo hanno portato la razza a dovere sopportare etichette come "Cane Pericoloso" e tutti sappiamo che non è così. Tanto l'aggressività come la timidezza sono pericolose. 
Un Dogo in una pista, deve essere Dogo, se fosse di un altro colore, direttamente non perdo tempo ad esaminarlo. 
.   
 
9) Ci parli ora del suo dogo ideale e quale in 30 anni di allevamento (ricordo ai lettori con che anche il dott.Moreno oltre alla professione medica è uno dei più grandi allevatori mondiali) ricorda con più nostalgia? 
 
Ricordo sempre  tutti i miei dogos con lo stesso affetto, non ho un metro per misurare il sentimento verso essi. È più, amo tutti i dogo e quando ne vedo qualcuno per la strada, benché non lo conosca, sento gran emozione, è qualcosa che non posso controllare perché sono parte della mia vita. Come potete immaginare, non tutti quelli che ho allevato furono di successo, ci fu di tutto, ma li ho voluti ed il ricordo allo stesso modo. 
Dei molti Campioni e Grandi Campioni che abbiamo allevato, persi già il conto del suo numero, credo che superano gli 80, tutti hanno avuto alcune virtù per arrivare ad ottenere tali titoli.  
L'allevatore deve essere il migliore giudice dei suoi cani, sbagliarsi a se stesso risulterebbe assurdo. 
Credo che il corpo più corretto l'aveva Fellow Facon de Agallas, anche se la sua testa non era l'ideale.  
Il migliore temperamento, forse sia stato quello di Navajo de Agallas, nonostante il suo gran volume, i miei cani hanno molto buon temperamento, in quello mi sono impegnato tutta la mia vita.  
Il migliore show e forse uno dei più completi fu senza dubbio Bianco Aluminé de Agallas. 
Nelle femmine, la più completa è stata senza  nessun dubbio April Apple de Agallas, insieme a Catriela di Ña Pancha che era come se fosse mia, furono le femmine più vincitrici nella storia della razza, entrambe ottennero un numero incredibile di certificati di gran campione (CGC) qualcosa di simile al CAC che si concede qui ai Migliori Campioni. La presenza di chiunque delle due nella pista era già oggetto di sapere chi era la vincitrice e nessuno mai discusse  tali sentenze. 
La migliore madre che ho avuto fu Bianca Dama de Agallas, gemella di Bianco Aluminé, fu la femmina che maggiore quantità di figli diede alla razza.
Una delle più tipiche che ultimamente ho allevato fu Caro Cuore de Agallas che sta tra voi, e il suo bel gemello Cash che sfortunatamente morì molto giovane con un cancro fulminante.
Infíne sarebbe moltolungo esteso parlare delle virtù di ognuno, sono molti, ma c'è uno di essi che lo chiamo il "Campione senza Corona", ed è il cane che  diedi a Paolo Vianini, Maradonna de Agallas che nel mio concetto è il prototipo di quello che deve essere un dogo. 
Oggi sono tornato ad allevare, non con la stessa intensità che nel passato, ma con lo stesso criterio, e mi costa molto trovare i riproduttori corretti, ma è un lavoro che mi piace e mi fa sentire bene, è una costante sfida. 
 
10)Se lei ha qualche altra domanda da suggerirci per potere esprimere il suo pensiero la preghiamo di aiutarci,anche perché  la consideriamo uno degli allevatori più grandi e competenti al mondo. 
 
È molto rischioso quello che mi suggerisce, se mi metto a "parlare di Dogos", posso riempire varie pubblicazioni, può immaginarsi che con se solo raccontassi il 20 percento degli aneddoti e storie che conosco passeremmo molte ore.Allevare Dogo, è molto difficile, ho allevato molto nella mia vita; maiali, bovini, conigli, certi uccelli, pesci, animali di laboratorio ed ero tentato di selezionare animale esotici, ma ho allevato anche varie razze di cani come Alani Tedeschi, Bull Terrier, Rottweiler, Bassotto hound . Il Dogo possiede un carattere complicato da capire, non è un cane comune, benché molti credano il contrario, ha certe caratteristiche, che possono sembrare insignificanti, ma sono difficili da riuscire a comprendere e casualmente sono quelle che fanno la vera morfologia richiesta per la razza. 
Come potranno apprezzare negli studi che pubblicherò sul mio libro, la genealogia della razza dogo argentino, è già abbastanza complessa e proviene da razze molto antiche ed  estinte che sono quelle che diedero origine al perro de pelea de cordoba, base fondamentale ed indiscutibile del nostro dogo.


Carissimo Orazio la ringrazio  per la cortesia di questa intervista e delle sue domande.  
Offrirò sempre il mio appoggio a quanti lavorano per questa bella razza che mi ha donato i migliori anni della mia vita. 
Distinti saluti

Dr.Fernando Moreno.



 

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