Va prima di tutto sfatata una
leggenda, in ogni caso: il dogo è un cane che nonostante una terribile apparenza
di "cattiveria" è in realtà dolce, affettuoso e sensibile, un cane che fa del
rapporto con il proprio padrone il punto di riferimento di ogni
esperienza,creando una simbiosi uomo-cane che gli permette di capire ogni
situazione e potersi così comportare di conseguenza nella giusta maniera.
Soltanto l’insensatezza dell’uomo può risvegliare nel dogo
l’ancestrale aggressività e portarlo a fare del male. Del resto va detto come
spesso il dogo,forse ancora più di tutti gli altri molossi,attiri le persone
sbagliate.
Ecco che l’allevatore dovrebbe evitare di affidare esemplari
di questa razza a persone senza esperienza o che visibilmente vogliono un dogo
proprio perché lo ritengono un cane cattivo.
Qualsiasi dogo argentino addestrato per qualsiasi mansione
dalla difesa alla ricerca civile,se trattato con le giusta maniere,è impossibile
che diventi un cane pericoloso,a meno che non sia un cane che presenti problemi
caratteriali dovuti a cattiva educazione o alla genetica che rimane di primaria
importanza.E’ importante,durante il lavoro con il dogo,prendere in
considerazione quali sono le sue peculiarità non dimenticando di quello che è il
patrimonio genetico della razza. Un cane nato per la caccia con grande istinto
predatorio e combattività,con un’innata predisposizione alla difesa del
territorio e dei familiari di cui è fedele compagno e strenuo difensore.
L’addestramento del dogo per le caratteristiche di razza
necessita di tempi lunghi e di tanta pazienza. Gli stimoli devono essere basati
sia sulle caratteristiche del singolo soggetto che sulla razza.
Per prima cosa bisogna far conoscere al cane ,senza inutili
costrizioni,quella che è la giusta comunicazione cane padrone ,in modo da non
far nascere conflitti.La giusta tecnica d’inizio è l’insegnamento del premio per
far si che si innalzi nel dogo la voglia di lavorare. Solo dopo aver raggiunto
un buon livello di gioco,possiamo iniziare l’addestramento vero e proprio basato
su indicazioni e premio,mai costrizioni perché queste rendono il soggetto
refrattario anche al premio.
L’addestramento oltre ad essere un buon esercizio fisico,è
importante perché il dogo essendo anche un cane da lavoro,deve poter esternare
la propria aggressività che in tutti i soggetti equilibrati è medio-alta.
Indirizzando la sua aggressività solo sul figurante,renderemo
il nostro dogo più saldo di nervi e quindi meno predisposto ad avere strane
paure.(L’aggressività ingiustificata è infatti spesso legata a timori e a scarsa
socializzazione).E’ importantissimo anche un lavoro di socializzazione;il cane
lavora con persone inoffensive intorno ,un buon dogo deve essere innanzitutto un
cane equilibrato.
Un addestramento completo comprende l’obbedienza,la pista e
il morso,tutte prove che un buon dogo può sostenere perché questa è una razza
duttile che ama gratificare il proprio padrone.
La selezione caratteriale è importante tanto quanto la
selezione morfologica,in quanto il "dogo argentino" che è stato ,senza giusta
causa,inserito nella categoria dei"cani pericolosi",dimostra che con un
addestramento mirato può diventare un cane dalle molteplici funzioni e versatile
almeno quanto le razze più blasonate tedesche.
Fondamentale è cercare di convincere il neo possessore a far
studiare il comportamento con la complicità di un addestratore
specializzato della razza, avviando alla bisogna quel processo di addestramento
atto a correggere e dominare qualsiasi asperità ed impulsi negativi del
carattere.